16 giugno 2006
UNA PROPOSTA CONCRETA D’INCONTRO
Ho molto apprezzato l’ennesima iniziativa che punta alla rinascita di Carfizzi e che ancora una volta viene lanciata dal sito di Celeste, vero e proprio luogo virtuale in cui molti di noi si incontrano da anni. Ho seguito con molto interesse gli interventi, le proposte, le risposte, e se non sono intervenuto finora è stato perché non volevo ripetere idee lanciate come un allarme inascoltato dal lontano 1984 (all’epoca della ricerca socioantropologica svolta a Carfizzi con Meike Behrmann, per intenderci). Idee e proposte simili a quelle che circolano da anni a Carfizzi e ora nel blog (puntare sull’agricoltura, magari biologica: pensiamo al nostro straordinario olio; il turismo “culturale” sfruttando l’ostello; l’artigianato tradizionale – l’arte orafa, le coperte, ecc. -; e soprattutto costituire delle cooperative come si fa da sempre in Trentino e raramente in Calabria) ma che evidentemente sono difficili da realizzare. Il motivo? A parte il fatto che l’economia di un paese deve sempre di più rapportarsi e fare i conti con quella nazionale ed europea in cui è collocata, queste proposte vanno accettate e realizzate da chi vive in paese. Emblematica, in tal senso, mi pare la presa di posizione di “Pinobas” che vive a Carfizzi, che con orgoglio parla di “coraggio di restare” e a cui, in fondo, danno fastidio le proposte che vengono da fuori, in qualche modo “dall’alto”. E’ una posizione comprensibile e che probabilmente molti in paese – che non scrivono nei blogs – condividono: è lo scollamento tra il paese che resta e il paese che è partito, è il motivo per cui con un gruppo di amici, più di dieci anni fa, abbiamo organizzato tra mille difficoltà la “festa del ritorno”: un tentativo di dialogo tra tutti quelli che hanno a cuore le sorti del nostro paese. Ecco da qui, dal dialogo costruttivo, bisognerebbe ripartire. E dunque, per evitare che tutte queste buone proposte rimangano “virtuali”, belle parole e basta, che non oltrepassano i confini del sito di Celeste, propongo un incontro pubblico ad agosto (il mese in cui ci siamo tutti o quasi in paese) nell’ambito della “Festa del ritorno” e in quell’occasione, alla presenza dell’Amministrazione comunale e del paese, dei fautori di questa iniziativa (Cenzo, Celeste, ecc.) ognuno potrà lanciare le sue proposte, che possono essere raccolte da chi poi le dovrà realizzare. Insomma, un vero e proprio tavolo di lavoro, serio e concreto, un momento di unione (d’intenti) tra chi vive in paese e chi vive fuori. Non hanno senso le divisioni in un paese come il nostro. A quel punto le proposte realizzabili (anche un paio, l’importante è partire) andranno fissate in un programma alla cui realizzazione tutti cercheremo di contribuire, pure noi che viviamo lontani. Carfizzi è anche il nostro paese!
Carmine Abate
04 giugno 2006
Lettera al Sindaco di Carfizzi
Mitt.Vincenzo Basta
Milano li 22 maggio 2006
Gent.ma Dott.ssa
CATERINA TASCIONE
Sindaco del Comune di Carfizzi
Via Roma
88817 CARFIZZI (KR)
Carissima Caterina,
sono promotore di un’iniziativa che ha come scopo la rinascita del paese.
Per non ripetermi ti allego copia delle pagine da me scritte alla fine del mese di marzo, che troverai anche pubblicate sul blog del sito www.celeste.it creato da mio cugino Celeste Basta e sul quale si sta verificando già una buona partecipazione di Carfizzoti.
Sono consapevole delle enormi difficoltà che bisogna affrontare e superare. E’ la stessa consapevolezza che hai sicuramente tu come sindaco e che hanno i tuoi collaboratori.
L’iniziativa ha come momento necessario il coinvolgimento della tua amministrazione e dell’intero paese. Spero, peraltro, in un proficuo coinvolgimento della Comunità Montana, della Provincia di Crotone e della Regione Calabria.
La medesima iniziativa non ha alcuna finalità politica. Il mio intento è invece semplicemente quello di coinvolgere tutte quelle persone che risiedono a Carfizzi e quelle altre che risiedono fuori dal paese, che sono una enorme risorsa e su cui il paese non ha potuto contare fino ad ora.
Le stesse idee, oltre che pubblicate sul blog del sito di Celeste, le ho inviate ad alcuni miei carissimi amici: Agostino Affatato (Milano), Immacolata Amodeo (Brema), Vittoria Pompò (Salisburgo), Gino Costanzo (Remscheid), Filomena Bastone (Siena).
Tutti, appena ricevuta per e-mail le tre pagine, hanno manifestato immediatamente un grande entusiasmo. Hanno subito condiviso l’iniziativa proponendo alcune idee che, essendo frutto dell’istinto, hanno bisogno certamente di studi, riflessioni, approfondimenti. Ma sono già ottime idee.
Dal punto di vista operativo e organizzativo (l’idea è venuta ad Immacolata) dovremmo, tutti quelli che intendono partecipare all’iniziativa, fissare degli incontri, almeno due volte l’anno, proprio a Carfizzi, al fine di mettere a punto idee, riflessioni e decisioni.
Sono certo che questa iniziativa ti troverà senz’altro d’accordo, sia come sindaco che in veste di semplice cittadina.
Sarei contento se potessimo contare sul tuo consenso, sulla tua collaborazione, sul tuo aiuto e sulle tue idee.
Ti prego di farmi sapere cosa ne pensi.
Resto in attesa di un tuo cenno e con l’occasione ti invio cordiali saluti.
Vincenzo Basta
03 maggio 2006
Piano di sopravvivenza per Carfizzi
Presentazione
L’esigenza di scrivere questo programma, nasce non per scopi di lucro ma per motivi prevalentemente sentimentali, in quanto la fine di Carfizzi, sarebbe anche la fine dei ricordi, di sensazioni, di colori, di profumi, di luoghi, e altre cose ancora che non è facile raccontare.
Ma passiamo al dunque, a Carfizzi non servono le cose che ho detto prima, non servono poesie o canzoni, o romanzi, si va bene la cultura è cultura ma quello che fa muovere il sole e le altre stelle sono i soldi è l’economia. E quelli che sono andati via da Carfizzi definitivamente l’hanno fatto per lo stipendio, per l’avvenire dei figli, per lo studio o anche, come dice chi è rimasto in paese oppure chi è stato costretto a ritornare, perché “qui non c’è niente, non è rimasto nessuno”.
Quindi bisogna muoversi, darsi da fare, senza aspettare che qualcuno dia la pappa già pronta, cosa che non avverrà mai, cose tipo Europaridiso, anche perché il tempo stringe e potrebbe essere tardi, inoltre è al rilancio di Carfizzi che dobbiamo guardare e lavorare ognuno onestamente e duramente pensando che il più piccolo ingranaggio serve al meccanismo per funzionare e deve funzionare alla perfezione perché l’economia del paese incominci a girare e lo continui a fare per sempre, e perché no sia anche d’esempio per il circondario.
Cenni storici
Il settore primario è stato quello trainante per molti secoli e infatti nel dopo guerra Carfizzi era il paese del circondario produceva più grano, grazie alla forza di volontà, allo spirito di sacrificio all’attaccamento alla terra che hanno portato alcuni cittadini persino in galera, per occupare quelle terre che oggi sono per la maggior parte incolte. Ma i tempi cambiano, e o ti adegui oppure prendi altre strade, ma era difficile resistere con quella terra, che non è la pianura Padana e dove il clima a volte torrido manda in fumo un anno di lavoro. Quindi la Germania e il Nord Italia hanno portato via i giovani e le speranze del paese, e le rimesse che nei primi anni arrivavano hanno contribuito alla costruzione di case di sei piani che si affacciano su strade sempre più vuote. Quelli che hanno deciso di rimanere e lavorare caparbiamente la terra si sono visti privare della vicinanza dei figli che a loro volta sono andati via dal paese e la storia si ripete. Il settore secondario non è stato mai abbastanza sviluppato per poter intravedere sviluppi plausibili, visti anche la carenza di vie di comunicazione e la mancanza di spirito imprenditoriale che in questo settore è essenziale. Di conseguenza il terziario in mancanza di imprese industriali e di contatti con l’esterno si è limitato, a qualche posto di lavoro grazie all’assistenzialismo di alcuni enti e partiti politici, ma purtroppo anche qui vedi la scuola non c’è da aspettarsi niente di buono.
Riflessione
E allora cosa facciamo?
Vediamo un po’, abbiamo pochi giovani, molte case vuote, un clima ottimo per le vacanze, siamo una minoranza linguistica, abbiamo il mare a due passi, delle colline fresche e profumate, l’aria limpida e pulita, una cucina prelibata, un cielo azzurro come non c’è l’ha nessuno, delle stelle luminose che a guardarle ti gira la testa, uno spirito di ospitalità e accoglienza radicato, i formaggi freschi, l’olio buono anche solo con il pane, il vino incontaminato, le strade senza traffico, il telaio, la tradizione contadina e forse ecc…
Qualcuno mi dirà che voglio vedere il bicchiere mezzo pieno, ma penso che il bicchiere sia oltre che pieno traboccante, bisogna trovare il modo di berlo senza sprecarlo e in modo anche che ci sia per tutti, in seguito spero di esporre in modo dettagliato e corretto come.
Linea guida
Quindi l’unica cosa che a mio avviso si può fare e puntare sul turismo. Coinvolgere il Comune, la Provincia, la Regione, lo Stato, e la Comunità europea, per portare avanti un progetto volto ad accogliere il maggior numero di turisti possibile nelle case del paese opportunamente sistemate. In pratica Carfizzi dovrebbe diventare un grande agriturismo, e se la cosa funziona, naturalmente si incentivano tutti gli altri settori.
Piano di applicazione
Per iniziare senza sconvolgere la vita del paese, e anche per provare e eventualmente correggere il tiro si deve cominciare con non più di 10 appartamenti atti ad ospitare dalle 25-40 persone.
Naturalmente non solo per il periodo estivo ma per tutto quasi l’anno visto il mercato al quale bisogna rivolgersi e quello internazionale grazie alle multinazionali del turismo. Oltre alle case serve anche un ristorante tipico, con piano bar, dove offrire la cucina tradizionale.
Per quanto riguarda il piano ricreativo-culturale bisogna allestire una casa museo dove fare vedere con personaggi in carne ed ossa come vivevano i contadini nei secoli passati, un maneggio per fare tranquille e rilassanti passeggiate a cavallo tra le nostre colline, un negozio dove vendere i prodotti tipici gastronomici e tessili, per il periodo maggio-settembre un lido al mare da dove un autobus fa da spola al paese ogni mezzora ed altre iniziative potranno essere valutate e sviluppate.
Dopo se le cose vanno per il verso giusto penso che si possa arrivare anche 100 persone e qui la cosa si fa interessante per tutti. Bisogna prendere accordi anche con qualche compagnia aerea per i collegamenti aerei a Crotone in quanto il viaggio può in molti casi diventare un ostacolo difficile da superare.
Piano finanziario
Dopo avere saggiato il progetto, penso che si possa costituire un fondo immobiliare per la gestione degli immobili, e costituire una società di natura giuridica da stabilire, per la gestione delle varie attività. In linea di principio la cosa che deve attirare i turisti deve essere il basso costo dell’affitto che deve essere in questi termini 100euro per una settimana 150 per quindici giorni e 200 per un mese, indipendentemente dal numero delle persone (massimo 6), i soldi dell’affitto serviranno per pagare le provvigioni dell’ag. viaggi. Gli appartamenti devono
essere sprovvisti di cucina in quanto bisogna puntare a guadagnare su tutto quello che gira intorno alle persone che verranno in paese.
Naturalmente se le case del paese si comprano la società provvedere a pagare le rate dei mutui, altrimenti se vengono affittate la società provvederà a pagare l’affitto.
Facendo le cose gradualmente e stando sempre con i piedi per terra penso che non ci sia bisogno di grandi esposizioni finanziare e nemmeno di chiedere contributi agli enti locali.
Penso che sia essenziale la collaborazione del comune per la casa museo e per le vari concessioni.
Comunque le aspettative di occupazione vanno da un minimo di 20 posti iniziali ad un massimo di 150 a pieno regime. con un volume di affare iniziale 100.000 euro annui iniziale a 1.000.000 a pieno regime.
Conclusione
Le buone idee non si riconoscono quando vengono esposte ma quando vengono messe in pratica e si vedono funzionare.
Giuseppe Pompò
08 aprile 2006
Operazione Carfizzi
Milano, 30.3.2006
Vincenzo Basta
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